venerdì 19 dicembre 2008

L'Animale che è in me




Tempo fa nel blog di libero fino ad ora utilizzato ho scritto alcuni piccoli brani. Prima o poi potrebbero far parte di un racconto...chissà. Ecco il primo che riporto su questo nuovo blog:
Io sono un animale socievole e così come amo relazionarmi con gli esseri umani così amo relazionarmi anche con gli animali e questo da sempre.

Da quando ero bambina e proteggevo accudivo e salvavo gattini (nascondendoli in posti protetti, ma non in casa che mia madre non voleva)

Da quando ero ragazzina e mi innamorai perdutamente di Lupo, un bastardino che aveva gli occhi da lupo e le orecchie da pastore, tenuto legato ad una corda all'interno di un parco dove vendevano roulottes.
Andavo alle medie in quel periodo e quel nome glielo diedi io. Ogni giorno passavo di lì e di nascosto, attraverso le sbarre del cancello, con un coltellino, un pezzo di vetro o un qualsiasi oggetto tagliente trovassi, tagliavo la corda che usavano come guinzaglio e lo liberavo, scappando poi prima che il guardiano, un omone grande dieci volte quella ragazzina rachitica che ero, mi acciuffasse per darmele di santa ragione.
Un giorno il proprietario del campo, stanco forse di comprar corde, mi bloccò e venne a patti con me. Mi consegnò le chiavi del cancello in modo che potessi entrare quando volevo e giocare con il cane a patto di accudirlo. Lupo e io siamo cresciuti insieme per un paio di anni, forse tre. Ancora ora mi ricordo le domeniche estive e piovose che uscivo di casa per andare a portargli da mangiare e rimanevo insieme a lui sotto il portico del prefabbricato che usavano come ufficio, con la sua testa poggiata sulle mie gambe mentre lo accarezzavo. Ancora ora ricordo tutte le mattine che mi accompagnava fino a scuola e tutti i pomeriggi che lo trovavo, preciso e puntuale, ad aspettarmi fuori quando suonava la campanella.
Un giorno Lupo sparì. Mi fu detto dal proprietario che una bambina, che aveva perso il suo cane, si era disperata pur di averlo perchè tanto le ricordava il suo appena morto. Mi crollò il mondo addosso. Piansi disperatamente e urlai prendendo a calci tutto finquando non ottenni l'indirizzo. Come un piccolo Romeo, da quel giorno iniziai a passare sotto quel balconcino, dove lo avevano relegato, per salutarlo.
Un giorno smisi di farlo, per permettere a lui di affezionarsi alla nuova famiglia e a me di andare avanti verso i nuovi "amori".

Questa è la mia storia con Lupo, nella seconda puntata racconterò quella con Cagliostro (per gli amici Pippo), quella con Morgan (che resterà per sempre nel mio cuore e sullo schermo del mio pc di casa), quella con Patty e Billy, che con onore prendono i nomi da Billy The Kid e Pat Garret, due fratellini (grandi oramai come due tigri) che devastano casa mia e ogni cosa sia a loro portata di zampa di gatto...quindi qualcunque cosa!

Storie di gatti dunque...alla prossima puntata

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